profezie

“Banditi e malaria hanno fatto il paesaggio italiano (borghi e città in luoghi elevati, difendibili e salubri); altra malaria e altri banditi si dirà lo disfecero.”
Guido Ceronetti, Pensieri del Tè, Adelphi edizioni, Milano, IV, 1991

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Novità sul bisfenolo

Il Bisfenolo-A ha delle conseguenze sull’attività intestinale. È questa laconclusione cui è giunto il gruppo di Neurogastroenterologia e nutrizione di Toulouse dell’INRA, l’istituto francese di ricerche agronomiche.

I ricercatori hanno dimostrato che, nei ratti di laboratorio, il bisfenolo produce effetti sull’intestino a dosi 10 volte inferiori quelle ammesse dall’attuale normativa europea. La ricerca è stata condotta anche su cellule intestinali umane in vitro.

Come non si fa comunicazione aziendale.

Questo post è stato originato da quest’altro post di Makki sulle bottiglie SIGG di cui ero un proprietario soddisfatto (almeno prima di leggere il post). Per farla breve il CEO della SIGG ha scritto in una lettera che le proprie bottiglie contenevano bisfenolo-A. Il bisfenolo-A (2,2-bis(4-idrossifenil) propano) è una sostanza usata nel rivestimento in lattine, bottiglie di plastica, tettarelle, tubetti di dentifricio e la lista non è esaustiva; per quanto il suo uso sia consentito, si sospetta che possa avere effetti nocivi sulla salute umana: disturba il sistema endocrino, ed è un possibile cancerogeno a dosi elevate.

Una delle ragioni per cui compravo le lattine di polpa di pomodoro della Mutti – oltre che l’indiscutibile buona qualità del pomodoro – era il rivestimento “smaltato” delle lattine. Ho sempre pensato che fosse una cosa positiva, perché evitava il contatto del pomodoro (acido) con l’alluminio. Ammetto la mia ingenuità, ma non immaginavo che quel rivestimento bianco che si trova nelle lattine fosse policarbonato (che contiene Bisfenolo-A). Nel dubbio, esistono le email e i servizi consumatori così ho scritto questa mail al servizio consumatori della Mutti:

Spettabile ditta. Sono un vostro affezionato consumatore, lieto di poter acquistare i prodotti Mutti anche qui in Danimarca (li trovo in genere presso la catena di supermercati Irma). Di recente ho appreso (http://www.treehugger.com/files/2008/04/bpa-danger-from-cans.php) che molte lattine di cibi in scatola contengono BPE-A (bisfenolo-A)nel loro rivestimento interno. Vorrei sapere se il rivestimento delle lattine di polpa Mutti contiene BPE-A.

Cordiali saluti

Massimo Soldano

Mi sembrava di essere stato chiaro volevo solo sapere se le lattine mutti contenevano o no bisfenolo. Questa la risposta:

Spett.le sig Soldano, con la presente siamo a comunicare che secondo quanto previsto dalla normativa europea Direttiva 2004/19//CE l utilizzo di BisfenoloA è ammesso nei termini previsti dalla normativa stessa ed è un componente normalmente utilizzato dalla aziende produttrici di scatole in banda stagnata per la verniciatura interna. La normativa stabilisce che i livelli di migrazione specifica del Bisfenolo A nei prodotti alimentari non devono superare 0.6 mg/kg, tale valore ci viene garantito sia dalle nostre aziende fornitrici di barattoli che dalle nostre analisi.

Sperando di avervi fornito utili chiarimenti,

Cordiali saluti

Ora tralascio l’incipit (evidentemente qualcuno dormiva al corso di business writing, sognando Totò) ed il linguaggio incline al burocratese (“secondo quanto previsto dalla normativa xy”, tradotto in buon italiano: la normativa xy prevede).

Ma leggi forse la risposta alla mia domanda? cioè le lattine hanno o no il BPE-A nel rivestimento interno?

No, non c’è; in compenso il servizio consumatori della Mutti:

  1. non dice esplicitamente: nelle nostre lattine c’è il bisfenolo, ma dice “lo fanno tutti “.
  2. mi dà un informazione non richiesta (‘secondo le leggi europee puoi ingerire fino a 0,6 mg di bisfenolo per ogni kilo del tuo corpo’, sai che bello), dimenticando che sono io, consumatore, che decido quanto bisfenolo è il caso di ingerire.
  3. Mi dice che il bisfenolo presente nelle lattine migra nel pomodoro, ma che la quantità è inferiore ai parametri di legge (vedi numero 2),

Direi che no, non mi hanno fornito utili chiarimenti, ma una predica non richiesta sui limiti di legge per l’uso di certe sostanze nei prodotti destinati all’alimentazione umana. Per quanto mi riguarda passerò alla salsa in bottiglia di vetro (non necessariamente Mutti)

PS anche la capsula delle bottiglie contiene il famigerato bisfenolo, ma la quantita di prodotto a contatto con la capsula è decisamente inferiore di quella di una lattina

Settembre andiamo è tempo di migrare

L´ultimo post di questo blog risale al lontano 24 luglio scorso, che per la rete è un tempo biblico.

Temo che non aggiornerò molto di frequente il blog. Sono capitate o meglio sono successe un po´ di cose nella mia vita che mi hanno tenuto impegnato in questi giorni. Mi sono sposato, e ho lasciato l’Italia e mi sono trasferito, come tanti terroni, al nord. C’è sempre un nord dove andare.

Comunque. Sono vivo e forse proprio per questo non scrivo?

La rivoluzione del pane fresco, la domenica

In virtù del famoso, oramai, decreto Bersani avremo il pane fresco anche la domenica. Così almeno ripetono i giornali. Staremo a vedere se i prestinai milanesi baratteranno la domenica al mare, per un pugno di euri.

In realtà in Francia le panetterie erano tra i pochi negozi a poter aprire anche la domenica. La Rivoluzione (quella vera) aveva promesso che nessun cittadino sarebbe rimasto senza pane; mai; neanche la domenica.

E provate a togliere ai Danesi il piacere di una sacrosanta e tranquilla colazione domenicale a base di pane, formaggio, marmellata e te o caffè a volonta.

E a ben pensarci non è curioso che un paese così profondamente cattolico come l’Italia negasse al suo popolo, il pane quotidiano proprio il giorno del Signore?

sotto il milione…

Panem et circenses.

I giochi continuano. Il pane, se ne consuma di meno.

Dal 2000 ad oggi il consumo del pane in Italia è diminuito di quasi un terzo e per la prima volta siamo scesi sotto il milione di tonnellate (989 mila tonnellate) di pane consumato.

E’ quanto riferisce uno studio dell’agenzia Ismea AC Nielsen  commissionato dalla Coldiretti. I dati risalgono al 2006 ed indicano da un lato un calo nei consumi di pane; dall’altro l’aumento del consumo di prodotti a base di cereali: abbiamo il pane, ma preferiamo le Brioche, o forse i corn flakes.

Lo studio rileva anche un aumento del consumo di pani tradizionali, pani protetti dall’indicazione IGP e DOP.

Ma a senso indicare la provenienza di un pane?

Personalmente ho dei forti dubbi. Voglio dire. Da quando il vino è stato messo in bottiglia,  ha iniziato a viaggiare ed è diventato una merce pressoché ubiqua.

La bottiglia di Barolo che compro ad Amburgo è veramente Barolo? Qui un marchio DOC o DOCG ha senso; ma una biova? una bella mica di pane di Matera? Ha senso comprare una forma di pane di Matera ad Amburgo? E cosa c’è nella testa di chi compra pane lucano in Germania?

La farina del diavolo

Va tutta in crusca si sa. Ma è sempre meglio la crusca del biocarburante.

L´Unione Europea vuole sapere la nostra opinione sui biocarburanti e le politiche energetiche.

Entro il 2020 il 10 per cento del carburante dovrebbe essere “bio”, cioè provenire da coltivazioni di mais e di soia. L´idea di poter fare il pieno con una latta d´olio comprata al supermarket è affascinante. E forse è anche una buona idea, ma è un´idea buona?

Già oggi la coltivazione intensiva del mais e della soia -responsabile della deforestazione- è principalmente ad uso e consumo di vacche e porci, che a loro volta vengono tramutati in hamburger e braciole.

E fino a qui mi sta anche bene.

Ma che il mais e la soia servano a riempire il serbatoio dei tir che trasportano le braciole e gli hamburger, be´ no non sono disposto a barattare la foresta fluviale amazzonica per questo.

Se volete far sentire la vostra voce questa è l´occasione per farlo, qui. C´è tempo fino al 18 giugno.

PS Potete anche mandare una mail di dissenso lungamente motivata collegandovi qui