5-4-3-2-1 Rugbrød!

Ieri ho infornato un Rugbrød fatto utilizzando la mia formula/ratio semplificata. Come tutti i pani di sola segale, bisogna aspettare almeno 24 ore prima di tagliarlo, ma esternamente l’aspetto è poco rassicurante. Ha lievitato pochissimo ed è molto denso. La crosta sembra anche un po’ secca. Forse la temperatura iniziale del forno era troppo alta.
Ma come si dice the proof of the pudding is…

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Sincronicità

Oggi ho messo in cantiere un nuovo rugbrød, utilizzando una semplice formula, credo ispirata da Ratio di Michael Ruhlman, che in realtà non inventa niente di nuovo, ma gli americani sono veramente fantastici ad impacchettare e rendere appetibili idee vecchie.

Quando cosa ti vedo sul blog di Nils?

PS sono convinto che libri come quello di Ruhlman diventeranno un successo. La gente è stanca di collezione di ricette. Almeno io ne sono stanco

Novità sul bisfenolo

Il Bisfenolo-A ha delle conseguenze sull’attività intestinale. È questa laconclusione cui è giunto il gruppo di Neurogastroenterologia e nutrizione di Toulouse dell’INRA, l’istituto francese di ricerche agronomiche.

I ricercatori hanno dimostrato che, nei ratti di laboratorio, il bisfenolo produce effetti sull’intestino a dosi 10 volte inferiori quelle ammesse dall’attuale normativa europea. La ricerca è stata condotta anche su cellule intestinali umane in vitro.

Non è mai troppo tardi

Due giorni fa sono andato a vedere Julia and Julie. Del film hanno parlato già parecchi food blogger e non poteva essere altrimenti visto che è un film che parla di cibo e di blogging. Qui puoi leggere una recensione del film che condivido appieno.
Il film è veramente gradevole ed è un film perfetto per una grigia giornata di pioggia e, credimi, ne abbiamo avute parecchie qui negli ultimi tempi. Il film mi ha indotto a leggere, su wikipedia, la biografia di Julia Child.
Julia Child ha imparato a cucinare quando aveva 37 anni. E per i successivi 55 anni della sua lunga vita è stata in America un icona del buon cibo.
Ciò, per me che, spesso guardandomi indietro, considero la mia vita come un inutile spreco di tempo, è stato un grande messaggio di speranza.
Se ti capita vallo a vedere.

Come non si fa comunicazione aziendale.

Questo post è stato originato da quest’altro post di Makki sulle bottiglie SIGG di cui ero un proprietario soddisfatto (almeno prima di leggere il post). Per farla breve il CEO della SIGG ha scritto in una lettera che le proprie bottiglie contenevano bisfenolo-A. Il bisfenolo-A (2,2-bis(4-idrossifenil) propano) è una sostanza usata nel rivestimento in lattine, bottiglie di plastica, tettarelle, tubetti di dentifricio e la lista non è esaustiva; per quanto il suo uso sia consentito, si sospetta che possa avere effetti nocivi sulla salute umana: disturba il sistema endocrino, ed è un possibile cancerogeno a dosi elevate.

Una delle ragioni per cui compravo le lattine di polpa di pomodoro della Mutti – oltre che l’indiscutibile buona qualità del pomodoro – era il rivestimento “smaltato” delle lattine. Ho sempre pensato che fosse una cosa positiva, perché evitava il contatto del pomodoro (acido) con l’alluminio. Ammetto la mia ingenuità, ma non immaginavo che quel rivestimento bianco che si trova nelle lattine fosse policarbonato (che contiene Bisfenolo-A). Nel dubbio, esistono le email e i servizi consumatori così ho scritto questa mail al servizio consumatori della Mutti:

Spettabile ditta. Sono un vostro affezionato consumatore, lieto di poter acquistare i prodotti Mutti anche qui in Danimarca (li trovo in genere presso la catena di supermercati Irma). Di recente ho appreso (http://www.treehugger.com/files/2008/04/bpa-danger-from-cans.php) che molte lattine di cibi in scatola contengono BPE-A (bisfenolo-A)nel loro rivestimento interno. Vorrei sapere se il rivestimento delle lattine di polpa Mutti contiene BPE-A.

Cordiali saluti

Massimo Soldano

Mi sembrava di essere stato chiaro volevo solo sapere se le lattine mutti contenevano o no bisfenolo. Questa la risposta:

Spett.le sig Soldano, con la presente siamo a comunicare che secondo quanto previsto dalla normativa europea Direttiva 2004/19//CE l utilizzo di BisfenoloA è ammesso nei termini previsti dalla normativa stessa ed è un componente normalmente utilizzato dalla aziende produttrici di scatole in banda stagnata per la verniciatura interna. La normativa stabilisce che i livelli di migrazione specifica del Bisfenolo A nei prodotti alimentari non devono superare 0.6 mg/kg, tale valore ci viene garantito sia dalle nostre aziende fornitrici di barattoli che dalle nostre analisi.

Sperando di avervi fornito utili chiarimenti,

Cordiali saluti

Ora tralascio l’incipit (evidentemente qualcuno dormiva al corso di business writing, sognando Totò) ed il linguaggio incline al burocratese (“secondo quanto previsto dalla normativa xy”, tradotto in buon italiano: la normativa xy prevede).

Ma leggi forse la risposta alla mia domanda? cioè le lattine hanno o no il BPE-A nel rivestimento interno?

No, non c’è; in compenso il servizio consumatori della Mutti:

  1. non dice esplicitamente: nelle nostre lattine c’è il bisfenolo, ma dice “lo fanno tutti “.
  2. mi dà un informazione non richiesta (‘secondo le leggi europee puoi ingerire fino a 0,6 mg di bisfenolo per ogni kilo del tuo corpo’, sai che bello), dimenticando che sono io, consumatore, che decido quanto bisfenolo è il caso di ingerire.
  3. Mi dice che il bisfenolo presente nelle lattine migra nel pomodoro, ma che la quantità è inferiore ai parametri di legge (vedi numero 2),

Direi che no, non mi hanno fornito utili chiarimenti, ma una predica non richiesta sui limiti di legge per l’uso di certe sostanze nei prodotti destinati all’alimentazione umana. Per quanto mi riguarda passerò alla salsa in bottiglia di vetro (non necessariamente Mutti)

PS anche la capsula delle bottiglie contiene il famigerato bisfenolo, ma la quantita di prodotto a contatto con la capsula è decisamente inferiore di quella di una lattina

Alcuni consigli per la segale

Nils ha postato qui una serie di tips interessanti per chi panifica con la segale, in particolare per chi usa la pasta acida.

La segale ha caratteristiche del tutto diverse dal grano ed è talvolta piuttosto problematica per chi, come in Italia, è abituato a fare il pane con il grano.